Correre con il merlo.

Correvo forte e veloce. Nel parco più grande della mia città. Prendendo tutta l’aria disponibile. Correvo piano forse a vedermi da fuori, ieri, una ragazza qualsiasi, con le Nike, le cuffiette (anche se dentro non c’era musica né niente, avevo solo scordato di toglierle dalle orecchie). Correvo tra le foglie delicate. Correvo socchiudendo gli occhi ai riflessi blu, azzurri e verdi del fiume. Accanto agli alberi, intorno a loro sperando in chissà che. Prendevo tutta l’aria che poteva entrare nei polmoni. A che scopo? Penso per amore della vita. Non saprei dire perché altro. Perché correre così forte, così veloce e così sola. Tutto avrei pensato tranne che quella corsa si sarebbe fermata così presto. Perché piantato in mezzo alla strada c’era una strana cosa, un animale.

Un merlo.

Niente di che, eh. Un merlo qualunque. Nero. Banale. All’apparenza. A ben guardarlo, invece… aveva qualcosa. Una personalità. Uno sguardo. Non saprei dire cosa guardasse, o chi. Stava immobile e fissava il vuoto. Verso il fiume. Così. Io. Non ho potuto evitare di fermarmi. Non fosse parso folle, gli avrei parlato. Come si parla a qualcuno che sottovaluti. Ma sono rimasta zitta, di fronte alla sua bellezza che, dopo averla sottovalutata, mi è apparsa di colpo evidente. Un minuto, che è lungo. Poi ha deciso di muoversi. Lui per primo. Sfidandomi e vincendo. Mi sarebbe piaciuto si fosse spostato verso di me, così, come fanno certi scoiattoli spocchiosi, o i cani. Ma un merlo non si sognerebbe mai di avvicinarsi a una persona. Ha la sua dignità. Non ha curiosità, il merlo. Di certo, ha qualcosa di meglio da fare. Cioè saltare via e mettersi nel prato. A balzi. A me è venuto un brivido di freddo. Per questo, per scaldarmi, ho ricominciato a correre, più piano di prima. Il merlo mi aveva lasciato qualcosa. Niente di che. Poco meno di un pensiero. Ma un pensiero autunnale e fresco e bellissimo come il vento e profondo come il fondo del fiume del parco più grande della città.

Questo raccontino è un omaggo alla poesia Il corvo di Edgar Allan Poe.

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