La principessa Sissi e il pappagallo verde bottiglia.

Sissi è una gatta di una decina d’anni, bianca con alcune macchie tigrate dulla testa e sulle zampe. Ha gli occhi gialli e il muso rosa chiaro. Pulita e sana, vive in un bar.

Al bar, Sissi è stata lasciata da un tizio che viveva in un monolocale e non poteva più tenerla. Come accade a volte nella vita, qualcuno non può più tenere qualcosa e abbandona quella cosa, insieme a un pezzo di se stesso. Molte volte è un bene, come abbandonare vecchie abitudini negative, molte volte è una male: come ad esempio abbandonare un gatto come Sissi.

Per ironia della sorte, Sissi è proprio come una principessa. Delicata e mite, si fa avvicinare alla giusta distanza e si lascia accarezzare, ma non troppo. Come ogni principessa, raccoglie a un certo punto le proprie energie regali e diventa fiera, piena di contegno e, allontanandosi da tutti, in cerca di un posto migliore, che di solito si trova dentro il perimetro di un triangolo di sole sul cemento del retro del bar, accanto ai bidoni della differenziata.

I padroni del bar hanno preso di buon grado l’affidamento della gatta da parte del tizio con poca spina dorsale e la casa piccola, di nome Gianni o forse Anto, insomma l’ex padrone della gatta. E l’hanno quasi adottata. Vaccinata, sterilizzata e lavata per benino, ora la trattano con gentile amorevolezza. Hanno scavato anche un buco nel muro, con chissà quale strumento, che è diventato una sorta di cuccia semi-segreta per Sissi. Quando sparisce e la chiamano, lei di solito appare da lì e si affaccia per mangiare. Corre poco e miagola poco. Non morde e non graffia, come ogni principessa.

I padroni del bar, e di Sissi, la amano ma non se ne sentono proprietari fino in fondo. Con molte cautele, ai clienti del bar raccontano spesso la sua storia e li invitano a osservarla, conoscerla, farle qualche carezza, notarne la mitezza; nella speranza che qualcuno possa restarne conquistato e decidere di portarla via, in una casa vera. Nello stesso bar, c’è anche un pappagallo verde bottiglia, silenzioso e sacrificato in una gabbia.

Ci sono questi due animali che non stanno né bene né male, che sono liberi e prigionieri allo stesso tempo.

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