Due piccioni

 Vivono tutto il giorno su un muretto di un balcone di una casa. Stanno lì dal mattino presto alla sera con brevi pause in cui volano via, per fare ritorno con puntualità. Si lavano, si beccano senza farsi male di tanto in tanto, stanno fermi con il collo incastrato nel resto del corpo. Osservano il paesaggio. Succede tutti i giorni, perciò si presume che questa sia la loro casa. Sono un maschio e una femmina e non hanno nessun obiettivo, né preoccupazione. Sembrerebbero due anime contemplative. Assomigliano agli abitanti della casa, come quelle insegne che si mettono davanti alla porta e raffigurano un animale, un disegno, qualcosa che ricordi gli inquilini. Stanno lì, affrontano la vita, sono ben consapevoli dell’importanza dell’avere una casa. Negli anni, gli altri piccioni, litigiosi, invidiosi e aggressivi di natura, hanno imparato a rispettarli e a non invadere il muretto per rubarlo. Tutti ormai nelle vicinanze sanno che lì ci abitano solo loro. Se da dentro gli abitanti umani si muovono, i due allungano e piegano il collo come in segno forse di saluto e curiosità. I due piccioni formulano piccoli pensieri simili a commenti sul tempo che passa, sul clima, sul mondo dei piccioni e se li trasmettono con brevi suoni né alti né bassi. Si capiscono, si ascoltano, si lasciano in pace.

piccioni

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