La lucertola senza coda.

Alla lucertola che viveva e prendeva il sole davanti al muricciolo della biblioteca, qualcuno tagliava molto spesso la coda. Erano bambini, in cerca della incredibile emozione di vederla ancora vivere e ricrearsi o erano adulti, alle prese con un altro sentimento: quello del bisogno di tagliarle la coda in sé e per sé.

La lucertola per molto tempo aveva sperato in una possibile svolta di questa situazione. Non tanto per quanto riguardava gli ingenui bambini, più che altro invece per la faccenda degli adulti.

Smetteranno, pensava, di tagliare la sua coda, come un piccolo trofeo, per dimenticarsi di lei poco dopo, sfruttando lì per lì tutte le potenzialità di quel gesto distruttivo ma infine nemmeno accorgendosi che a suo modo lei soffriva senza coda. La lucertola le provò tutte, fece ginnastica per diventare più forte, ma infine decise un giorno di rinunciare a difendersi. Si armò di coraggio, meditò tra le margherite appena spuntate nel giardinetto, ne aspirò l’acre ma rassicurante profumo. Avrebbe accettato quella realtà del vedersi tagliare la coda di tanto in tanto dagli umani privi di senno. Imparò a considerarsi fortunata già di esser viva. Talvolta nel Regno Animale non c’è giustizia alcuna.

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