La tartaruga e l’avocado.

La tartaruga viveva per conto suo dentro al suo guscio, così non aveva bisogno di niente altro, o almeno questo era ciò di cui era convinta fino a che non conobbe un avocado.

Visto in lontananza, una mattina di ottobre, lo aveva scambiato per un’enorme castagna acerba. Visto da più vicino, per una pera marcia. Quando infine gli si avvicinò sul serio, rimase interdetta. Non sapeva dargli un nome, né una collocazione e si limitò a sedercisi accanto, in contemplazione del pavimento vuoto.

Si creò ben presto una comunicazione silenziosa tra le due creature. Tartaruga e avocado avevano in comune il colore verde e la consistenza morbida del proprio interno, protetto da una scorza, una testugine rugosa e dura. Erano esseri affini, molto solitari ma dall’innata simpatia. Per le loro proprietà benefiche, l’uomo li ha resi un pregiato bottino.

Erano esseri buoni, predati da tutti. La loro amicizia, benedetta dal silenzio, crebbe a lungo, nonostante le ben note difficoltà dell’esistere.

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