Le gare di cellulare.

Sono rimasta con il cellulare scarico qualche ora e mi è toccato prendere il tram per un tragitto lungo. Innanzitutto, ho notato che da tempo mi capitava di attraversare la strada guardando il cellulare, mangiare guardando il cellulare e addirittura parlare al cellulare guardando il cellulare.

Salgo su questo tram con una sensazione di perdita, come quando non hai l’ombrello e piove, o peggio. Poi ho cominciato lentamente a guardare. Prima dentro di me, poi fuori. Dentro di me ho percepito con chiarezza una specie di piccolo malessere costante che di solito, guardando il cellulare, do per scontato.

Fuori invece ho visto una signora nera con il bastone per ciechi, adolescenti che dicono frasi vetuste come: “i milanesi sono frenetici”. Due ragazzi che commentano in modo disarmante il Salone del Libro: “gli editori con più soldi hanno gli stand più sfarzosi”. Tutti gli altri, tutti: erano al cellulare.

Quelli che potevo vedere io o erano su facebook o erano su whatsapp. E le dita correvano così veloci, che sembrava una gara. Una gara di cellulare! A un certo punto una ragazza ha smesso di compulsare il cellulare per fissare il suo cane. Pensavo a un attimo di umana tenerezza, ma invece lo ha fotografato col cellulare e ha messo la foto su facebook e whatsapp. Funziona così, e io era per caso che non stessi facendo come loro. Però per un momento mi è piaciuto vedere un altro modo di stare al mondo, meno agonistico.

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