Il pipistrellino

Un pipistrellino giunse a destinazione: il tetto di una casa sopra un balcone verandato di città. Che bello e che pace, pensava. Come mia prima dimora, non è niente male!

Stava lì, a testa in giù, a “osservare” il mondo o per lo meno a sentirlo e a percepirlo, dato che, come tutti i pipistrelli, non poteva vedere con gli occhi. Ascoltava però i rumori della casa alla quale aveva deciso di attaccarsi per un po’.

Una famiglia perfetta! Rumori di colazioni, pranzi e cene, rumori di sorrisi e gentilezze di ogni tipo, rumori di fiori e di carta da regali. Fino a che un mattino di ottobre, il giorno di Halloween, qualcosa di colpo cambiò. Uno botto? Uno sparo? Un taglio sordo e affilato? Sicuramente un tonfo. E una testa, ancora un po’ viva, rotolò fin sotto le sue ali, sul balcone.

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