Perché il gatto mangia il topo?

Una volta, non molto tempo fa, il gatto e il topo erano amici.

Nessuno sa perché – di punto in bianco – invece poi smisero di volersi bene. Questa dunque è la vera storia di come cominciò la faccenda (dell’eterno odio tra il gatto e il topo, e del perché il primo mangia il secondo).

Un gatto e un topo, amici per la pelle, vagabondando in cerca di un rifugio per la notte, si imbatterono in una casa. Entrarono insieme, con l’intenzione di stabilirsi almeno per un po’. Si addormentarono profondamente, ma, nel cuore della notte, il topo, che aveva il sonno leggero, si svegliò di soprassalto e vide un uomo. Questo tizio si diresse verso la credenza e la aprì. Dentro, il topo vide ogni genere di meraviglie. Mentre l’uomo, forse per saziare quell’appetito che talvolta viene alle ore più impensate, cercava un biscotto, di fronte agli occhi del topo passarono in rassegna sardine, fagioli, fette biscottate, pasta, pane, semi di zucca e chissà che altro ancora.

Quando il tizio tornò a dormire, si scordò di chiudere completamente l’anta, che restò semi-aperta. Il topo, con passi leggeri per non farsi scoprire, si avventò sulle cibarie e cominciò a rosicchiare. Con la pancia piena, e senza dir niente all’amico, si riaddormentò, proponendosi, l’indomani, di continuare il banchettò. Mai, nella sua vita breve, aveva visto e assaporato cose del genere e da troppi giorni non mangiava. Dormì satollo come un re.

Al mattino, gli amici si svegliarono alla stessa ora. Il topo disse al gatto:

 – Questa notte non riuscivo a dormire e ho esplorato la casa.

– Bravo! E hai trovato del cibo?

– No. E anzi, ti avverto: attenzione a quel mobiletto lassù. Non ci andare mai, ci tengono i veleni!

Il gatto, nonostante fosse intelligente, si fidò alla cieca delle parole del topo. Si separarono quindi per continuare l’esplorazione dell’appartamento.

Dopo tutta la giornata di lavoro, esausto e senza aver trovato nulla, il gatto tornò in cucina e sorprese il topo intento a rosicchiare biscotti dalla credenza. Il topo fece un balzo e il gatto capì che l’amico aveva mangiato e ormai finito da solo tutte le scorte della casa.

La pancia gli gorgogliò, stava per cascare a terra dalla fame. E fu solo per fame che smise di colpo di vedere il topo come un amico e lo assalì come una preda. Mentre lo mangiava, faceva le fusa, non per affetto ma per disperazione.

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