Il pettirosso sulla sedia

Periodicamente, mi poso sullo schienale di una sedia di legno posta su un balconcino all’ottavo piano di una casa. Boh, non so perché ho scelto lì. Un po’ è di strada tra il prima e il dopo di dove devo andare, un po’ mi piace il legno di seconda scelta, stile Ikea, rassicrante e solido come gli umani di città.

Stimo gli umani di città. Perché sono i più resistenti. Mentre i campagnoli, i montanari e la gente di mare hanno maggiori possibilità di vivere una vita sana, i cittadini sopravvivono a qualsiasi cosa, sono forti, combattenti. Stanno in cubicoli simil gabbie e quando mettono il muso fuori respirano cose che fanno parecchio male. Io le città le faccio in apnea e in picchiata, per dire.

Su questo balcone però sosto volentieri. Sono tipi distratti quelli che ci vivono. Puliscono la tovaglia di fretta, così che restano sempre briciole dimenticate per me. Hanno un gatto cui danno delle crocchette che lui, tonto, scorda di mangiare e gli avanzi sono tutti miei. Per me e per il mio nido, s’intende.

Oggi li vedo dalla finestra, sono a tavola, in silenzio. Guardano nel vuoto, non sanno come andare avanti in questa giornata. Dicono che ieri era Natale: scappo al caldo del mio nido prima dei botti di Capodanno. Però una cosa ancora la voglio dire. “Coraggio umani di città”. So che non mi potete sentire, ma ho compassione per voi. Non potete volare, non potere fermarvi dove volete, non avete le piume. Ho simpatia per voi e mi disiace per la vostra pesantezza. Volo via ma torno a trovarvi ogni tanto nella bella stagione.

 

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s